39-Altare dei Duodecim Dii

L’altare fu rinvenuto nel 1872 nei terreni agricoli dell’avvocato Augusto Bonafaccia che erano nei pressi dell’area delle cd. Terme di Cotilia. L’importante iscrizione, posta nel giardino dell’avvocato andò poi perduta e solo dopo molti anni fu recuperata dal Corpo Forestale dello Stato. L’altare ha una base modanata ed una iscrizione incisa che occupa gran parte della fronte che ricorda una dedica ai Duodecim Dii da parte di un tale Flavius Iulianus. Sui due fianchi dell’ara sono scolpiti i simboli del rito: una patera a destra e un urceus a sinistra. La patera è una scodella bassa e larga priva di piede con la quale si versava sull’altare. L’urceus è il vaso monoansato che conteneva il liquido da versare. L’epigrafe è la sola conosciuta nella penisola menzionante i Duodecim Dii sanctissimi in tale forma, di solito indicati infatti come Dii Consentes, che sono le dodici principali divinità del Pantheon romano
Cittaducale, loc. S. Maria in Cesoni
Fine I–inizi II sec. d.C.
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